Articoli pubblicato con il tag: politiche scolastiche
EDUCAZIONE CIVICA ORA – Tutti i contributi al dibattito!
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Quest’anno è cruciale per definire il modo in cui nelle scuole sarà vissuto l’insegnamento di Educazione Civica, dopo l’entrata in vigore della legge 92/2019 con un inusuale e altissimo consenso in parlamento. Cosa questo insegnamento diverrà nella vita concreta delle scuole, nel percorso di apprendimento e nelle vite degli studenti e delle studentesse dipende ora da una molteplicità di attori.
Per Scuola Democratica è un processo importantissimo da seguire e supportare. La posta in gioco infatti era già altissima lo scorso anno, ma oggi lo è ancora di più.

Clicca per accedere a tutti i contributi del dibattito dal 4 maggio, data del suo lancio su questo blog, a oggi.

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Il RAV e i PDM: burocrazia o strumenti di apprendimento e miglioramento?
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di Marco Manariti
Il Bilancio Sociale, o il RAV, è uno strumento che se ben utilizzato riflette l’organizzazione e che la fa riflettere.
Come viene fatto il Bilancio Sociale, il suo processo di realizzazione è il cuore pulsante dello strumento, quello che dà i risultati più intensi e preziosi. Se non ci si limita a viverlo come un adempimento burocratico, il bilancio sociale oltre a favorire la comunicazione interna ed esterna, può fungere anche da ponte tra passato e futuro, perché partendo dalla propria identità, storia e dall’interpretazione dei risultati già conseguiti, permette di avviare la nuova programmazione.

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IN RISALTO: La proposta di dibattito sul ripensamento degli ordinamenti scolastici
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Attraverso le idee contenute nell’articolo apparso nel n.1/2020 di Scuola democratica a firma di due dei suoi direttori, Benadusi e Campione, (che è leggibile per intero cliccando QUI), proponiamo al dibattito una proposta di ripensamento degli ordinamenti scolastici.

La questione degli ordinamenti scolastici in effetti sembra sparita dall’agenda politica italiana. Riteniamo sia giunto adesso il momento di tornare a riflettere e discutere su questo tema assumendo una prospettiva “lunga” che non si arresti alla discussione di come si ripartirà a settembre dopo un anno scolastico inficiato dall’emergenza Coronavirus.

La riforma degli ordinamenti non andrebbe impostata sulla base di un modello precostituito di carattere ideologico, al contrario andrebbe attentamente tarata sulle situazioni di fatto del nostro paese che ci segnalano problemi, ritardi e criticità anche al cospetto di altri paesi europei

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DIBATTITO EDUCAZIONE CIVICA ORA – Educare ai valori, ma non iniziamo dal nulla
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di Vittoria Esposito
Il mio istituto ITET Einaudi di Bassano del Grappa si é sempre contraddistinto per una ventennale attenzione ai temi legati alla educazione alla cittadinanza, declinata anche nelle forme di educazione alla cittadinanza digitale, ecco perché l’entrata in vigore della legge di introduzione alla educazione civica non ci coglierà di sorpresa.

Forse sarebbe stato meglio chiamarla educazione alla cittadinanza, piuttosto che legge d’introduzione alla educazione civica, perché avrebbe dato meglio l’idea della complessità. La trasversalità é il tratto che la contraddistingue e in quest’ottica che ci siamo mossi nel programmare e riorganizzare nuovi curricula nei nostri consigli di classe.

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DIBATTITO EDUCAZIONE CIVICA ORA – Un esempio per ispirare il Piano dell’Offerta Formativa degli Istituti Scolastici
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di Tiziana Guerrini

Educazione Civica. Costituzione 2030: si chiamerà cosi’ il percorso che l’I.T.T.S. A. Volta di Perugia avvierà dal prossimo settembre per rispondere all’introduzione obbligatoria dell’Educazione Civica da parte del Ministero dell’Istruzione con la legge n.92 del 20 agosto 2019. In realtà, non si tratta di un qualcosa di nuovo o di profondamente rivoluzionario perché l’Istituto in cui lavoro e nel quale coordino le attività di Cittadinanza e Costituzione, grazie alla particolare sensibilità della Dirigente Scolastica Rita Coccia, da anni ormai è seriamente e concretamente impegnato in percorsi strutturati che vogliono coinvolgere gli studenti e creare e potenziare quel sentimento di appartenenza e consapevolezza civica di cui il nostro Paese, l’Europa e il Mondo intero hanno terribilmente bisogno.

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DIBATTITO EDUCAZIONE CIVICA ORA – L’educazione contro la post-democrazia
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di Luciano Benadusi

La rivista Scuola Democratica-Learning for Democracy ha posto da sempre al centro del suo impegno intellettuale, in coerenza con il lascito di John Dewey, il filosofo e pedagogista americano autore di Democrazia e educazione (1963), la relazione fra educazione e democrazia. A maggior ragione è chiamata a farlo oggi davanti ad una grave sintomatologia di crisi della democrazia, perfino nei paesi che storicamente ne erano stati la culla.

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CHIAMATA AL DIBATTITO : EDUCAZIONE CIVICA ORA – Un’opportunità decisiva da giocare, oggi più che mai
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Quest’anno è cruciale per definire il modo in cui nelle scuole sarà vissuto concretamente l’insegnamento di Educazione Civica, dopo l’entrata in vigore della legge 92/2019 con un inusuale e altissimo consenso in parlamento. Cosa questo insegnamento diverrà nella vita concreta delle scuole, nel percorso di apprendimento e nelle vite degli studenti e delle studentesse dipende ora da una molteplicità di attori. Vi invitiamo a contribuire al dibattito su Learning4.it, il blog di Scuola Democratica.

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Gli Atti di EDUCATION AND POST-DEMOCRACY, la Prima Conferenza Internazionale della rivista “Scuola Democratica”
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Sono stati pubblicati gli Atti della Prima Conferenza Internazionale della rivista “Scuola Democratica”, che si è svolta a Cagliari nei giorni 6,7 e 8 giugno 2019. L’obiettivo della Conferenza era riunire ricercatori, decisori e educatori di tutto il mondo per studiare i concetti di “educazione” in un’era di “post-democrazia” in cui gli studiosi sono chiamati ad affrontare e contrastare nuove forme di democrazia autoritaria. Qui i link aperti e gratuiti ai tre volumi.

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Manifesto per un’alternanza di qualità
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di Percorsi. L’italia in movimento

L’alternanza scuola lavoro è un’occasione da non perdere per trasformare la scuola e migliorare il suo rapporto con il territorio e con il mondo del lavoro.
Per questo rivolgiamo un appello a tutte le forze politiche e alle istituzioni: chiediamo che la normativa vigente venga attuata e migliorata, ma che non si torni indietro.

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L’Alternanza scuola lavoro e il nuovo regime di transizioni scuola-lavoro
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di Francesco Pastore (Professore Aggregato di Economia Politica presso la Seconda Università degli studi di Napoli)
Il 13 settembre 2016, Francesco Giubileo ha presentato l‘attesissimo primo rapporto EYU sull’alternanza scuola lavoro in Italia. Pur riferendosi ad aree geografiche regioni molto diverse, le esperienze analizzate evidenziano molti tratti comuni.

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L’alternanza scuola-lavoro: pregi e ostacoli all’attuazione
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di Clorinda Maisto e Francesco Pastore –
L’alternanza scuola-lavoro (ASL) è senz’altro una delle innovazioni più importanti degli ultimi decenni delle transizioni scuola-lavoro in Italia. Nonostante l’obbligo di legge le resistenze sono ancora tante e la fase iniziale di implementazione è lenta e a macchia di leopardo sul territorio nazionale.

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Orientamento integrato: qualche prima osservazione
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di Giunio Luzzatto (esperto di organizzazione didattica dei sistemi universitari) -
Il documento su “Orientamento integrato tra Scuola e Università”, approvato dal Consiglio Universitario Nazionale il 5 aprile scorso, merita la massima attenzione non solo da parte della Ministra cui è diretto (e alla quale compete compiere le azioni ivi suggerite), ma da parte dell’intero mondo educativo italiano.

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IN AGENDA: Seminario nazionale “I figli degli immigrati nella scuola: le nuove sfide”

10/11 marzo 2016 Napoli, Maschio Angioino e Castel dell’Ovo. Terzo seminario nazionale promosso dal Ministero dell’Istruzione, in collaborazione con l’ Osservatorio nazionale per l’integrazione degli alunni stranieri e per l’intercultura, istituito dal ministro Giannini, nel settembre del 2014.

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Jisseki Kankei: un sistema di transizione scuola-lavoro efficace per i giovani
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di Eleonora Savy (Laureanda Seconda Università di Napoli)
Allo scopo di sviluppare un approccio critico per comprendere meglio anche alcune difficoltà della transizione scuola-lavoro in Italia, questo contributo mira ad analizzare e ad approfondire il Jisseki kankei, il sistema giapponese di transizioni scuola-lavoro. Dai dati OCSE 2009, infatti, solo Germania e Giappone, nonostante le forti crisi economiche, sono riuscite a sviluppare meccanismi capaci di agevolare le transizioni-scuola lavoro e, quindi, a ridurre il fenomeno della disoccupazione giovanile.

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RECENSIONE: “La scuola, le api e le formiche. Come salvare l’educazione dalle ossessioni normative” di Walter Tocci
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a cura di Fiorella Farinelli (Esperta di sistemi scolastici e formativi) –
Un libro dedicato alla scuola. Alle tante formiche operose che, curando “la buona vita in comune”, ne fanno talora un luogo straordinariamente innovativo, mentre non sembrano esserci, in questa fase, le api capaci di “scrutare curiose nuovi paesaggi per arricchire gli alveari”. La scuola e la politica, dunque. Un mondo tutto sommato vitale da un lato, e la ”riforma mancata”, le “ossessioni normative”, le decisioni “non generative” dall’altro.

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Apprendistato e alternanza scuola lavoro
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di Francesco Pastore (Professore Aggregato di Economia Politica presso la Seconda Università degli studi di Napoli) in risposta all’articolo “La Buona Scuola: ricominciamo a discuterne” –
L’apprendistato è destinatario delle attenzioni riformatrici di tutti i nuovi governi. Al momento, il ruolo multiforme dell’apprendistato lo rende argomento importante di riflessione sia quando si parla di mercato del lavoro e di flessibilità nel mercato del lavoro (tipo Jobs Act) che quando si parla di sistema d’istruzione (tipo Buona scuola). Riguardo alla Buona scuola, il collegamento è, ovviamente, con il tema dell’alternanza scuola lavoro. Ma qual è la differenza? Devono convivere o trasformarsi l’uno nell’altra?

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Dispersione scolastica: cause e rimedi. Un reddito per i più poveri
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di Francesco Pastore (Professore Aggregato di Economia Politica presso la Seconda Università degli studi di Napoli) -
Il target fissato da Europa 2020 per l’abbandono scolastico è pari al 10%: ogni paese membro deve portare la percentuale di coloro che non completano la scuola dell’obbligo, vale a dire la scuola secondaria di primo grado, al di sotto di questa soglia. La consapevolezza che la causa principale dell’abbandono scolastico è di natura economica consente di guardare con favore l’approccio seguito da molti progetti finanziati di recente in Italia per combattere la dispersione scolastica.

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La Buona Scuola: ricominciamo a discuterne
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di L. Benadusi, V. Campione, A. Viteritti –
Su Learning4abbiamo dato spazio a una discussione sulla Buona Scuola che si è svolta in due fasi, prima sul documento proposto alla consultazione dal ministro e poi sul d.d.l. presentato alle camere. Ora il momento è quello di aprire una terza fase di dibattito per fare un passo più netto in direzione dell’approfondimento e della valutazione delle prospettive che, dopo l’approvazione della legge, paiono aprirsi per la scuola italiana.

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Studenti stranieri tra difficoltà e successi
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di Fiorella Farinelli (Esperta di sistemi scolastici e formativi) -
Degli oltre 800mila studenti con background straniero, la maggioranza è ormai di bambini e ragazzi nati in Italia, o arrivati in età prescolare. In un recente convegno sull’integrazione dei migranti promosso dal Viminale sono state discusse difficoltà e successi delle politiche di scolarizzazione degli studenti stranieri.

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La scelta scolastica senza valutazione
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di Luisa Ribolzi (sociologa, già vicepresidente Anvur) in risposta all’articolo Dialogo sul finanziamento pubblico alle scuole paritarie -
Nel dibattito sulla scelta, in Italia ci si trova a fare in conti con una chiara definizione dei termini, e con la mancanza di informazioni quantitative e dati di ricerca. Provo a riordinare qualche idea.

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