Articoli pubblicato con il tag: apprendimento permanente
Mobilità studentesca internazionale e borse di studio: quale impatto?
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A cura di Fondazione Intercultura

All’interno del processo di internazionalizzazione della scuola, la mobilità studentesca internazionale rappresenta un fenomeno strutturale in continuo aumento. Sempre più studenti, decidono di arricchire il proprio percorso italiano di studi con un’esperienza formativa in un paese diverso. La quasi totalità di chi svolge l’esperienza all’estero dichiara che essa ha avuto un impatto decisivo sulla propria vita e che non avrebbe potuto parteciparvi senza una borsa di studio.

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Discutiamo lo sviluppo della Buona Scuola
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Si riapre il dibattito. Dopo il confronto sul documento “La buona scuola” è tempo di discuterne lo sviluppo avvenuto con il disegno di legge delega del governo che dà uno sbocco sul piano normativo al processo avviato da quel documento e proseguito con la consultazione e con le ulteriori elaborazioni ministeriali.

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La Buona Scuola. Riapriamo la discussione ?
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di Fiorella Farinelli (Esperta di sistemi scolastici e formativi) -
Perché il piano straordinario di assunzioni si materializzi il prossimo 1 settembre, i lavori parlamentari dovrebbero essere velocissimi, non più di qualche settimana. Ci sono però punti caldi che obbligano alla massima attenzione.

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La “Buona Alternanza” : una riflessione tra “tutor “e “Figura strumentale”
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di Alessandra Benadusi e Monica Bernard (I.I.S. “Paolo Baffi” – Fiumicino)
Come far incontrare realmente le esigenze e i tempi, spesso frenetici, dell’ambiente di lavoro, con quelli sicuramenti più lenti e ponderati della formazione e dell’apprendimento delle pratiche professionali ?

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La “buona scuola” e la buona formazione degli insegnanti
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di Alessandro Cavalli (Presidente del Centro Studi e Ricerche sui Sistemi di Istruzione Superiore dell’Università di Pavia e del Comitato Scientifico dell’Istituto IARD) in risposta all’articolo “Per avere una buona scuola ci vuole una buona discussione” – Il documento sulla “buona scuola” insiste sulla “formazione in servizio” degli insegnanti e meno sulla loro “formazione iniziale”. Nel prossimo decennio, tuttavia, l’elevata età media del corpo docente attuale renderà inevitabile una accelerazione del ricambio generazionale nella scuola e quindi la formazione iniziale di nuovi insegnanti assumerà in ogni caso importanza strategica.

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Una buona scuola non deve lasciar fuori nessuno
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di Vittoria Gallina (esperta di politiche formative e di processi educativi in età adulta) in risposta all’articolo “Per avere una buona scuola ci vuole una buona discussione” -
I temi contenuti nel documento sulla Buona Scuola possono diventare azioni reali solo se la scuola non perde “pezzi” lungo il percorso e si definisce come istituzione sempre aperta ed utile sia per chi è in età scolare sia per chi, durante la vita, sente la necessità di essere sostenuto nella acquisizione di nuovi saperi e nell’orientarsi (o ri-orientarsi) in un mondo complicato e spesso poco accogliente.

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Stabilizzazioni e dintorni
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di Fiorella Farinelli (esperta di sistemi scolastici e formativi) in risposta all’articolo “Per avere una buona scuola ci vuole una buona discussione”-
Nel caso del documento “La Buona Scuola” non è facile una “buona” discussione. Certi silenzi del questionario attrezzato per la consultazione fanno perfino sospettare che non interessi granché l’approfondimento di alcuni dei nodi più importanti. O che non se ne siano previste le complessità politiche e tecniche. E’ utile tuttavia provare a piantare qualche chiodo.

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La Buona Scuola e la istruzione degli adulti
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di Massimo Negarville (Presidente di Formazione ’80) in risposta all’articolo “Per avere una buona scuola ci vuole una buona discussione” – Il documento La Buona Scuola giustamente sottolinea che: “In Italia abbiamo 700 mila disoccupati tra i 15-24enni, e 4 milioni 355 mila ragazzi che non studiano, non lavorano, non sono in formazione (c.d. NEET), in grossa parte alimentati da una dispersione scolastica tra le più alte d’Europa (17,6%)”. Le proposte che il documento avanza vogliono evitare in futuro che questa situazione rimanga e si perpetui: nobile e condivisa intenzione, ma la scuola italiana può fare qualcosa per coloro che sono oggi in questa situazione o questo problema non la riguarda?

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ALTRE FONTI: Versione platonica della policy del lifelong learning
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vignetta di Holbein Young (per chi ricorda il mito della caverna)

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Riconoscimento, validazione e certificazione delle competenze per l’apprendimento permanente. Con quali competenze?
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di Emanuela Proietti (Dottoranda in Teoria e Ricerca Educativa ; Segreteria Ruiap)
Come riconoscere, validare e certificare le competenze è al centro di un ricco e articolato dibattito da diversi anni, nel nostro Paese. Dopo le importanti novità legislative introdotte a partire dal 2012, oggi una delle questioni cruciali è la preparazione di figure professionali formate in modo da garantire il completamento del processo all’interno del Sistema di certificazione delle competenze.Il Convegno promosso dalla Ruiap – Rete Universitaria Italiana per l’Apprendimento Permanente e dall’Università degli Studi di Padova, ha rappresentato un importante momento di dibattito su questi temi.

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Reti territoriali per l’apprendimento permanente, l’intesa in Conferenza Stato Regioni
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di Fiorella Farinelli (Esperta di sistemi scolastici e formativi)

Il significato strategico, ma anche i limiti, della recente intesa in Conferenza Unificata Stato Regioni a proposito dell’attuazione dell’articolo 4 della legge 92/2012 sull’apprendimento permanente.

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Il nuovo numero di Scuola Democratica!
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E’ uscito il nuovo numero di Scuola Democratica. Dopo due Special Issue usciti nel 2013 e prima del terzo monografico che sarà dedicato al tema dell’equità e delle disuguaglianze educative (che sarà curato da Alessandro Cavalli), quello che apre questo 2014 è un numero standard anche se, come vedremo, i contributi che presentiamo sono questa volta focalizzati soprattutto, anche se non esclusivamente, sull’ambito scolastico.

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ALTRE FONTI: apprendere dall’apprendistato italiano
apprendistato in giro

vignetta di Holbein Young

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Competenze degli adulti, l’emergenza rimane. Che fare ?
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di Fiorella Farinelli (Esperta di sistemi scolastici e formativi)
I risultati dell’Indagine PIAAC ci presentano un quadro non molto diverso da quello di analoghe ricerche precedenti. Certo, è possibile rinvenire le conseguenze di antichi ritardi del paese. Ma è evidente anche una duratura incapacità di venire a capo delle numerose criticità del nostro sistema educativo. PIAAC sottolinea che le competenze degli adulti non dipendono solo dalla qualità e solidità degli apprendimenti scolastici. Le strategie europee di maggior successo sull’apprendimento permanente indicano piste più complesse e diversificate che coinvolgono il mondo del lavoro, l’associazionismo e il privato sociale, il welfare locale e che agiscono sul lato sia dell’offerta che della domanda di cultura e di formazione. Saremo mai in grado di trarne insegnamento?

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IN AGENDA: CONVEGNO Competenze e Apprendimento permanente: dalla ricerca alle indicazioni di policy Il contributo dell’indagine nazionale PIAAC
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ORGANIZZATO DA: Isfol
DATE: 8 maggio 2014 LUOGO: Roma
Il Convegno è dedicato alla presentazione delle risultanze per l’Italia del Programma internazionale PIAAC–OCSE sulle Competenze degli adulti: dalla ricerca alle indicazioni di policy.

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