Articoli pubblicati nella categoria: Scuola
Buona scuola e Buona Costituzione
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di Anna Armone (direttore di “Rivista Trimestrale di Scienza dell’Amministrazione scolastica” e formatrice del personale scolastico) in risposta all’articolo “Per avere una buona scuola ci vuole una buona discussione” – La “Buona scuola”, benché ricca di spunti riformatori, non è coerente con il sistema costituzionale e amministrativo dell’istruzione. La funzione dirigenziale, il reclutamento dei docenti, la valutazione delle scuole e dei dirigenti vengono interpretati e progettati in una dimensione autoconsistente, negando la Governance dell’intero sistema.

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Per avere una buona scuola ci vuole una buona discussione
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Invito al dibattito di La Direzione di Scuola Democratica -
Il documento del Governo intitolato alla Buona scuola è un punto di partenza per una discussione generale di cui si sentiva il bisogno. Il primo suggerimento, quindi, è di misurarsi sulle singole questioni presenti nel documento per articolare e approfondire l’analisi e, soprattutto, per avanzare proposte. Analogamente è necessario procedere per quanto riguarda le questioni (e ce ne sono) di cui il documento non parla e che invece è utile o addirittura necessario affrontare.

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In agenda: “Smart Education & Technology days – 3 Giorni per la Scuola” Napoli
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9, 10 e 11 ottobre 2014 ; Napoli, Città della Scienza –
Il principale evento di incontro e riflessione della scuola sulla didattica innovativa realizzato in Italia, promosso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e da Città della Scienza, in collaborazione con la Direzione USR per la Campania.

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Tema: la buona scuola
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vignetta di Scrivo Suibanchi (pseudonimo di una insegnante di sostegno precaria)

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Una scuola “buona” per tutti
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Il contributo di Scuolemigranti alla consultazione del governo sul documento “La buona scuola” .

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Una via italiana al modello duale ?
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di Fabrizio Dacrema (esperto di formazione e lavoro- CGIL nazionale)

Quali sono gli aspetti del modello duale tedesco che potrebbero migliorare la situazione italiana? L’autore analizza le condizioni di applicabilità in Italia del modello tedesco di apprendistato, soffermandosi sulle differenze e sulle analogie tra i due contesti nazionali.

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Come ha affrontato il sistema educativo italiano la crisi del Welfare State? Meglio di quanto ci si aspetti
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di Maddalena Colombo (professore associato di Sociologia dell’educazione, Università Cattolica di Milano) –
Si parla spesso di “crisi del welfare” ed è impossibile non scorgere una minaccia concreta anche per il sistema educativo che, in Italia, si basa massicciamente sulle finanze pubbliche. Eppure attraverso i dati del MIUR e ISTAT, possiamo notare che nonostante la sfiducia il sistema scolastico ed universitario italiano sta rispondendo in misura tutto sommato superiore alle attese.

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Il caso IeF tra sviluppo e rischi di involuzione
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di Fiorella Farinelli (esperta di sistemi scolastici e formativi) -
Sulla scorta del Rapporto Isfol 2012-13 sull’Istruzione e Formazione Professionale, mette in evidenza le criticità dello sviluppo verticale e territoriale dell’IeF nonché i rischi connessi all’affidamento dei percorsi agli istituti professionali statali

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Tutto fa Scuola. Una scuola per corsi
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di Francesco Cappello (docente del Liceo Artistico F.Russoli di Pisa) -
Riorganizzare le nostre scuole superiori passando da una organizzazione per classi a una per corsi? Un vantaggio tra tanti: l’abolizione del ripetente.

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Il modello di valutazione inglese è quello a cui fare riferimento? Proviamo allora a delineare una sintesi delle sue caratteristiche
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di Alessia Pozzi (Sociologa dell’educazione)   In questi giorni in cui tanto si parla del rapporto “La buona scuola” proposto dal governo Renzi, ho più volte ripensato all’affermazione fatta lo scorso luglio dal Ministro Giannini durante la presentazione del risultati delle prove INVALSI 2014. In poche parole il Ministro dell’Istruzione,…

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La valutazione ingessata
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di Paolo Ferratini (esperto di sistemi scolastici) –
Nella valutazione scolastica e nella metrica valutativa sono ancora presenti incongruenze e discrasie che derivano dalla tradizione

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Il tempo di lavoro degli insegnanti italiani. Un’analisi alla luce dei dati TALIS
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di Gemma De Sanctis (National Project Manager dell’indagine Talis) – L’articolo mette in evidenza le differenze tra i paesi partecipanti all’indagine Talis in ordine all’orario degli insegnanti e, in questo quadro, sia la probabile rilevanza dell’orario di lavoro degli insegnanti italiani nell’alto livello di soddisfazione professionale dichiarata sia le discrasie tra quanto emerge dall’indagine e quanto invece dalle considerazioni di molti insegnanti in ordine a possibili modifiche dell’orario di lavoro

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Riconoscimento, validazione e certificazione delle competenze per l’apprendimento permanente. Con quali competenze?
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di Emanuela Proietti (Dottoranda in Teoria e Ricerca Educativa ; Segreteria Ruiap)
Come riconoscere, validare e certificare le competenze è al centro di un ricco e articolato dibattito da diversi anni, nel nostro Paese. Dopo le importanti novità legislative introdotte a partire dal 2012, oggi una delle questioni cruciali è la preparazione di figure professionali formate in modo da garantire il completamento del processo all’interno del Sistema di certificazione delle competenze.Il Convegno promosso dalla Ruiap – Rete Universitaria Italiana per l’Apprendimento Permanente e dall’Università degli Studi di Padova, ha rappresentato un importante momento di dibattito su questi temi.

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Gli studenti italiani e l’alfabetizzazione finanziaria: primi risultati da PISA 2012
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di Alessia Pozzi (Sociologa dell’educazione)

Il 9 luglio 2014 sono stati presentati i risultati degli studenti italiani in materia di alfabetizzazione finanziaria. I dati presi in esame provengono dall’indagine PISA 2012 che, oltre ad attestare le competenze in lettura, matematica e scienze, per la prima volta si é occupata di esaminare le conoscenze finanziarie acquisiate dagli studenti all’interno e all’esterno del percorso scolastico. Nel complesso i risultati presentati non sono di certo entusiasmanti: i punteggi ottenuti risultano mediamente inferiori a quelli riscontrati in lettura e matematica.

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Reti territoriali per l’apprendimento permanente, l’intesa in Conferenza Stato Regioni
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di Fiorella Farinelli (Esperta di sistemi scolastici e formativi)

Il significato strategico, ma anche i limiti, della recente intesa in Conferenza Unificata Stato Regioni a proposito dell’attuazione dell’articolo 4 della legge 92/2012 sull’apprendimento permanente.

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Verso un manifesto delle riforme condivise della scuola
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di Francesco Pastore e Marta Rapallini – Agli inizi di luglio, l’ Istituto Gramsci Toscano ha organizzato un incontro dal titolo provocatorio: “Perché andare a scuola?” Il risultato forse più interessante è stato la constatazione di un near consensus fra le espressioni più vivaci e progressiste del mondo della scuola sul che fare. Sorge allora spontanea la domanda: “Perché non si sfrutta meglio il quadro normativo attuale e non si realizzano queste riforme condivise?” Questo articolo ha allora lo scopo di cominciare a stimolare il dibattito e favorire la elaborazione di tale manifesto programmatico.

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Il nuovo numero di Scuola Democratica!
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E’ uscito il nuovo numero di Scuola Democratica. Dopo due Special Issue usciti nel 2013 e prima del terzo monografico che sarà dedicato al tema dell’equità e delle disuguaglianze educative (che sarà curato da Alessandro Cavalli), quello che apre questo 2014 è un numero standard anche se, come vedremo, i contributi che presentiamo sono questa volta focalizzati soprattutto, anche se non esclusivamente, sull’ambito scolastico.

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Un altro passo verso il sistema duale, ma il percorso è ancora lungo
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di Sandra D’Agostino (ricercatore Isfol, responsabile di strumenti per le transizioni, certificazione, qualità dei sistemi)
Un altro passo verso l’avvio di un sistema duale in Italia: è stato firmato il 5 giugno scorso il decreto interministeriale che regolamenta le modalità di attuazione dei periodi di formazione in azienda per le scuole secondarie superiori attraverso un contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca. Tuttavia sono ancora molti i passi necessari per una effettiva implementazione che consenta il pieno rispetto delle competenze dei vari soggetti istituzionali e la piena tutela dei giovani che parteciperanno alla sperimentazione.

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A proposito dei limiti di PISA
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di Bruno Losito (docente di Pedagogia sperimentale e Docimologia presso il Dipartimento di Scienze della formazione dell’Università Roma Tre; coordinatore nazionale per PISA 2006)
È utile una riflessione di carattere metodologico sulle procedure adottate in PISA. Molti limiti attribuiti a PISA sono ascrivibili ai sistemi di valutazione e alla ricerca valutativa nei paesi OCSE.

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Disegnare la classe del futuro
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di Raffaella Di Masi (redazione Learning4)
A Bruxelles si è appena svolta la conferenza conclusiva di iTEC, il progetto di European Schoolnet. Si tirano le fila delle elaborazioni su “classe del futuro” e innovazione didattica.

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