Articoli pubblicati nella categoria: Scuola
La valutazione ingessata
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di Paolo Ferratini (esperto di sistemi scolastici) –
Nella valutazione scolastica e nella metrica valutativa sono ancora presenti incongruenze e discrasie che derivano dalla tradizione

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Il tempo di lavoro degli insegnanti italiani. Un’analisi alla luce dei dati TALIS
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di Gemma De Sanctis (National Project Manager dell’indagine Talis) – L’articolo mette in evidenza le differenze tra i paesi partecipanti all’indagine Talis in ordine all’orario degli insegnanti e, in questo quadro, sia la probabile rilevanza dell’orario di lavoro degli insegnanti italiani nell’alto livello di soddisfazione professionale dichiarata sia le discrasie tra quanto emerge dall’indagine e quanto invece dalle considerazioni di molti insegnanti in ordine a possibili modifiche dell’orario di lavoro

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Riconoscimento, validazione e certificazione delle competenze per l’apprendimento permanente. Con quali competenze?
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di Emanuela Proietti (Dottoranda in Teoria e Ricerca Educativa ; Segreteria Ruiap)
Come riconoscere, validare e certificare le competenze è al centro di un ricco e articolato dibattito da diversi anni, nel nostro Paese. Dopo le importanti novità legislative introdotte a partire dal 2012, oggi una delle questioni cruciali è la preparazione di figure professionali formate in modo da garantire il completamento del processo all’interno del Sistema di certificazione delle competenze.Il Convegno promosso dalla Ruiap – Rete Universitaria Italiana per l’Apprendimento Permanente e dall’Università degli Studi di Padova, ha rappresentato un importante momento di dibattito su questi temi.

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Gli studenti italiani e l’alfabetizzazione finanziaria: primi risultati da PISA 2012
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di Alessia Pozzi (Sociologa dell’educazione)

Il 9 luglio 2014 sono stati presentati i risultati degli studenti italiani in materia di alfabetizzazione finanziaria. I dati presi in esame provengono dall’indagine PISA 2012 che, oltre ad attestare le competenze in lettura, matematica e scienze, per la prima volta si é occupata di esaminare le conoscenze finanziarie acquisiate dagli studenti all’interno e all’esterno del percorso scolastico. Nel complesso i risultati presentati non sono di certo entusiasmanti: i punteggi ottenuti risultano mediamente inferiori a quelli riscontrati in lettura e matematica.

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Reti territoriali per l’apprendimento permanente, l’intesa in Conferenza Stato Regioni
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di Fiorella Farinelli (Esperta di sistemi scolastici e formativi)

Il significato strategico, ma anche i limiti, della recente intesa in Conferenza Unificata Stato Regioni a proposito dell’attuazione dell’articolo 4 della legge 92/2012 sull’apprendimento permanente.

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Verso un manifesto delle riforme condivise della scuola
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di Francesco Pastore e Marta Rapallini – Agli inizi di luglio, l’ Istituto Gramsci Toscano ha organizzato un incontro dal titolo provocatorio: “Perché andare a scuola?” Il risultato forse più interessante è stato la constatazione di un near consensus fra le espressioni più vivaci e progressiste del mondo della scuola sul che fare. Sorge allora spontanea la domanda: “Perché non si sfrutta meglio il quadro normativo attuale e non si realizzano queste riforme condivise?” Questo articolo ha allora lo scopo di cominciare a stimolare il dibattito e favorire la elaborazione di tale manifesto programmatico.

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Il nuovo numero di Scuola Democratica!
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E’ uscito il nuovo numero di Scuola Democratica. Dopo due Special Issue usciti nel 2013 e prima del terzo monografico che sarà dedicato al tema dell’equità e delle disuguaglianze educative (che sarà curato da Alessandro Cavalli), quello che apre questo 2014 è un numero standard anche se, come vedremo, i contributi che presentiamo sono questa volta focalizzati soprattutto, anche se non esclusivamente, sull’ambito scolastico.

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Un altro passo verso il sistema duale, ma il percorso è ancora lungo
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di Sandra D’Agostino (ricercatore Isfol, responsabile di strumenti per le transizioni, certificazione, qualità dei sistemi)
Un altro passo verso l’avvio di un sistema duale in Italia: è stato firmato il 5 giugno scorso il decreto interministeriale che regolamenta le modalità di attuazione dei periodi di formazione in azienda per le scuole secondarie superiori attraverso un contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca. Tuttavia sono ancora molti i passi necessari per una effettiva implementazione che consenta il pieno rispetto delle competenze dei vari soggetti istituzionali e la piena tutela dei giovani che parteciperanno alla sperimentazione.

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A proposito dei limiti di PISA
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di Bruno Losito (docente di Pedagogia sperimentale e Docimologia presso il Dipartimento di Scienze della formazione dell’Università Roma Tre; coordinatore nazionale per PISA 2006)
È utile una riflessione di carattere metodologico sulle procedure adottate in PISA. Molti limiti attribuiti a PISA sono ascrivibili ai sistemi di valutazione e alla ricerca valutativa nei paesi OCSE.

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Disegnare la classe del futuro
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di Raffaella Di Masi (redazione Learning4)
A Bruxelles si è appena svolta la conferenza conclusiva di iTEC, il progetto di European Schoolnet. Si tirano le fila delle elaborazioni su “classe del futuro” e innovazione didattica.

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ALTRE FONTI: La scuola nella Vita d’Adele
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citazione da “La vita d’Adele”, minuto 88:20

- “Non che il sistema scolastico mi sia piaciuto… ma so che la scuola è stata importante per me.. mi ha insegnato tante cose… Ecco, la scuola mi ha permesso di scoprire cose che ad esempio i genitori non mi avevano detto e neanche gli amici…”

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Oltre il rifiuto tout court della misurazione
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di Paolo Sestito (Banca d’Italia ed ex commissario straordinario INVALSI)
Le critiche alla misurazione, e l’evidenziazione dei possibili pericoli della misurazione, sono essenzialmente legate al fatto che le misure sono, quasi per definizione, imperfette e parziali. Tuttavia il rifiuto tout court della misurazione per via dei suoi possibili limiti può apparire “oscurantistico”. E’ proprio grazie a PISA e alla messa a disposizione dei suoi dati che si è avuto un fiorire di studi empirici sul sistema educativo, che sta portando a sostituire opinioni e pregiudizi con elementi conoscitivi fattuali.

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Il dibattito su PISA: niente manicheismi
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di Luciano Benadusi (Direttore di Scuola Democratica e Learning4)
Ritorno sul manifesto pubblicato dal Guardian sul programma PISA dell’OCSE, raccogliendo l’invito di Paolo Landri , apparso in questo blog, a trarre spunto dalle critiche e proposte ivi contenute per sviluppare anche in Italia un dibattito su come migliorare il sistema di valutazione. A tal fine non giova certo la contrapposizione manichea, così frequente in Italia, fra chi esalta l’OCSE e l’INVALSI e chi ne considera l’azione gravemente mortifera per la scuola.

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Vie d’uscita dallo stress da test
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di Paolo Landri (Primo Ricercatore CNR-IRPPS)

Nel clima surriscaldato delle polemiche sulla somministrazione delle prove INVALSI merita attenzione la lettera di un gruppo internazionale di accademici pubblicata da The Guardian e indirizzata al responsabile del programma OCSE-PISA, Andreas Schleicher. La lettera è fortemente critica ma ha anche una interessante pars construens in cui vengono avanzate serie proposte per migliorare i processi di valutazione dei sistemi educativi e per poter modificare il programma OCSE-PISA in modo più pluralistico.

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Competenze degli adulti, l’emergenza rimane. Che fare ?
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di Fiorella Farinelli (Esperta di sistemi scolastici e formativi)
I risultati dell’Indagine PIAAC ci presentano un quadro non molto diverso da quello di analoghe ricerche precedenti. Certo, è possibile rinvenire le conseguenze di antichi ritardi del paese. Ma è evidente anche una duratura incapacità di venire a capo delle numerose criticità del nostro sistema educativo. PIAAC sottolinea che le competenze degli adulti non dipendono solo dalla qualità e solidità degli apprendimenti scolastici. Le strategie europee di maggior successo sull’apprendimento permanente indicano piste più complesse e diversificate che coinvolgono il mondo del lavoro, l’associazionismo e il privato sociale, il welfare locale e che agiscono sul lato sia dell’offerta che della domanda di cultura e di formazione. Saremo mai in grado di trarne insegnamento?

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Uno sguardo dall’interno della scuola
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di Romana Bogliaccino (docente di Storia e Filosofia, Liceo Classico “E. Q. Visconti”, Roma)
Le condizioni e i problemi della scuola non sempre sono percepiti e valutati allo stesso modo da chi la osserva dall’esterno e da chi invece nella vita scolastica è immerso ogni giorno. La particolare impronta idealista e storicista della riforma Gentile ha segnato in modo forte e duraturo in Italia non solo il liceo classico ma anche quello scientifico. Nonostante tale base abbia reso più difficile e lento il mutamento dei licei italiani, le trasformazioni sono comunque avvenute, in seguito ad altre riforme e, soprattutto, grazie all’iniziativa autonoma degli insegnanti.

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Come si costruisce il profilo professionale di chi lavora nella scuola?
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di Vittoria Gallina (esperta di Adult Learning e docente presso l’Università di Roma Tre)
Quali sono le caratteristiche del modello italiano di formazione professionale e di reclutamento? Quali gli ostacoli più importanti alla definizione della professionalità docente e di appropriati percorsi di carriera? Un importante spunto per la riflessione è fornito da “Diventare insegnanti in Europa”, lo studio comparato a cura di Argentin e Giancola recentemente pubblicato su Scuola Democratica 3/2013.

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La uso non la uso… la LIM
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di Assunta Viteritti (Sociologa dei processi educativi)

In una scuola media di Roma è stata introdotta di recente la LIM. Elisa, la docente di Italiano e Storia è l’unica che sa come usarla. Quanto la pratica di Elisa contagerà la pratica degli altri colleghi? Quanto l’oggetto digitale sarà capace di entrare nelle pratiche didattiche diventando un oggetto tecnologico sociale e relazionale?

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Il processo all’in-attualità del liceo classico
PROCESSO CLASSICI DENTRO

di Clara Rech (Dirigente scolastico del Liceo “Ennio Quirino Visconti” di Roma)

Presso il Liceo E.Q. Visconti di Roma, l’11 aprile 2014, si è svolto il convegno “Il Processo: l’In-Attualità del liceo classico?”, uno degli eventi previsti all’interno dell’iniziativa Classici Dentro organizzata dai licei romani Giulio Cesare, Virgilio, Visconti.
Un grande gioco, un gioco molto serio. L’imputazione di accusa era infatti la seguente: nella nostra società della conoscenza, iscriversi al liceo classico è una scelta ancora sensata o, piuttosto, sganciata dalla realtà?

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Le competenze per salvare il liceo classico
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di Claudio Gentili (Vice Direttore Politiche Territoriali, Innovazione e Education di Confindustria)

I numeri delle pre-iscrizioni al liceo classico per il prossimo Anno Scolastico sanciscono la più incontestabile delle verità: il liceo classico sta morendo. Tuttavia non va auspicata la “morte” del liceo classico, ma la morte delle cattive pratiche didattiche che lo hanno allontanato dal secolo che stiamo vivendo.

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