Articoli pubblicati nella categoria: Scuola
La buona scuola è… una buona comunità di pratiche
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di Caterina Manco (Dirigente Scolastico a Monterotondo – RM) in risposta all’articolo “Per avere una buona scuola ci vuole una buona discussione” -

Una scuola buona, che sia contemporaneamente audace impresa e organizzazione che apprende, non può che fondarsi sulla figura di un Dirigente Scolastico, di cui si intravedano le competenze prima ancora delle conoscenze, e su un progetto di auto sviluppo che renda ogni Istituzione Scolastica luogo e soggetto di produzione della cultura, volano per una nuova azione di sviluppo sociale.

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La “buona scuola” e la buona formazione degli insegnanti
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di Alessandro Cavalli (Presidente del Centro Studi e Ricerche sui Sistemi di Istruzione Superiore dell’Università di Pavia e del Comitato Scientifico dell’Istituto IARD) in risposta all’articolo “Per avere una buona scuola ci vuole una buona discussione” – Il documento sulla “buona scuola” insiste sulla “formazione in servizio” degli insegnanti e meno sulla loro “formazione iniziale”. Nel prossimo decennio, tuttavia, l’elevata età media del corpo docente attuale renderà inevitabile una accelerazione del ricambio generazionale nella scuola e quindi la formazione iniziale di nuovi insegnanti assumerà in ogni caso importanza strategica.

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La Buona Scuola è…..creare un sistema di responsabilità
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di Ivana Summa (Esperta CIDI) in risposta all’articolo “Per avere una buona scuola ci vuole una buona discussione” –
Senza un riassetto dei poteri e delle responsabilità all’interno delle singole scuole non può esserci una “buona scuola”. Si rende necessaria una contemporanea e coerente ridefinizione dei ruoli professionali e, in particolare, di quello del docente. Non c’è traccia di tutto ciò nel documento della “buona scuola”.

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Una buona scuola non deve lasciar fuori nessuno
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di Vittoria Gallina (esperta di politiche formative e di processi educativi in età adulta) in risposta all’articolo “Per avere una buona scuola ci vuole una buona discussione” -
I temi contenuti nel documento sulla Buona Scuola possono diventare azioni reali solo se la scuola non perde “pezzi” lungo il percorso e si definisce come istituzione sempre aperta ed utile sia per chi è in età scolare sia per chi, durante la vita, sente la necessità di essere sostenuto nella acquisizione di nuovi saperi e nell’orientarsi (o ri-orientarsi) in un mondo complicato e spesso poco accogliente.

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Stabilizzazioni e dintorni
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di Fiorella Farinelli (esperta di sistemi scolastici e formativi) in risposta all’articolo “Per avere una buona scuola ci vuole una buona discussione”-
Nel caso del documento “La Buona Scuola” non è facile una “buona” discussione. Certi silenzi del questionario attrezzato per la consultazione fanno perfino sospettare che non interessi granché l’approfondimento di alcuni dei nodi più importanti. O che non se ne siano previste le complessità politiche e tecniche. E’ utile tuttavia provare a piantare qualche chiodo.

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La Buona scuola sul letto di Procuste
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di Paolo Landri (CNR-IRPPS) in risposta all’articolo “Per avere una buona scuola ci vuole una buona discussione” –
Le decisioni del governo in materia di istruzione, ed in particolare quelle contenute all’interno della legge di stabilità, rendono sempre più esplicito il senso della strategia politica del documento ‘La Buona Scuola’ di Renzi/Giannini. Il documento, d’altro canto, non dà adito a dubbi: dedica, infatti, metà dell’attenzione agli insegnanti e condisce il resto con indicazioni generiche riguardanti i curricula, l’introduzione delle nuove tecnologie, l’edilizia scolastica, i meccanismi di finanziamento, la valutazione, etc. L’effetto è una trama a maglie larghe che lascia ‘buchi vistossimi’.

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La Buona scuola sulla cattiva strada
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di Giorgio Allulli (esperto della Rete Europea EQAVET) in risposta all’articolo “Per avere una buona scuola ci vuole una buona discussione” –
Il documento sulla buona scuola contiene molte idee condivisibili, che però vengono smentite alla prova dei fatti. L’esempio più clamoroso proviene dal disegno di legge di stabilità, che abolisce le commissioni esterne agli esami di maturità per ritornare alle commissioni interne, smentendo tutte le parole chiave de “La Buona scuola”.

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La Buona Scuola e la istruzione degli adulti
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di Massimo Negarville (Presidente di Formazione ’80) in risposta all’articolo “Per avere una buona scuola ci vuole una buona discussione” – Il documento La Buona Scuola giustamente sottolinea che: “In Italia abbiamo 700 mila disoccupati tra i 15-24enni, e 4 milioni 355 mila ragazzi che non studiano, non lavorano, non sono in formazione (c.d. NEET), in grossa parte alimentati da una dispersione scolastica tra le più alte d’Europa (17,6%)”. Le proposte che il documento avanza vogliono evitare in futuro che questa situazione rimanga e si perpetui: nobile e condivisa intenzione, ma la scuola italiana può fare qualcosa per coloro che sono oggi in questa situazione o questo problema non la riguarda?

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La “Buona Scuola” : tra buona dirigenza e protagonismo docente
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di Antonio Valentino (ex dirigente scolastico) in risposta all’articolo “Per avere una buona scuola ci vuole una buona discussione” – Nel documento sulla Buona Scuola, l’argomento della Dirigenza è toccato in modo non sistematico, con richiami in punti diversi e piuttosto affrettati e con una visione complessiva che, seppure introduca elementi di novità, nell’insieme dà l’impressione di una non adeguata comprensione della sua rilevanza in questa operazione della “buona scuola”. L’articolo prova dunque a mettere in fila i passaggi del documento che riguardano il dirigente scolastico o riconducibili ai suoi campi di azione.

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Come reclutare per l’insegnamento i migliori futuri laureati (previa una conclusione corretta per il passato)
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di Giunio Luzzatto (esperto di organizzazione didattica dei sistemi universitari) in risposta all’articolo “Per avere una buona scuola ci vuole una buona discussione” – Il capitolo della “Buona Scuola” sul reclutamento dei docenti tratta le tematiche da affrontare a regime, previa la soluzione con provvedimenti di emergenza della situazione passata. L’ipotesi di integrale attuazione del progetto Gelmini sull’abilitazione è piuttoto criticabile, e spinge ad avanzare una soluzione alternativa che coinvolga organicamente le procedure di reclutamento.

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Buona scuola e Buona Costituzione
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di Anna Armone (direttore di “Rivista Trimestrale di Scienza dell’Amministrazione scolastica” e formatrice del personale scolastico) in risposta all’articolo “Per avere una buona scuola ci vuole una buona discussione” – La “Buona scuola”, benché ricca di spunti riformatori, non è coerente con il sistema costituzionale e amministrativo dell’istruzione. La funzione dirigenziale, il reclutamento dei docenti, la valutazione delle scuole e dei dirigenti vengono interpretati e progettati in una dimensione autoconsistente, negando la Governance dell’intero sistema.

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Per avere una buona scuola ci vuole una buona discussione
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Invito al dibattito di La Direzione di Scuola Democratica -
Il documento del Governo intitolato alla Buona scuola è un punto di partenza per una discussione generale di cui si sentiva il bisogno. Il primo suggerimento, quindi, è di misurarsi sulle singole questioni presenti nel documento per articolare e approfondire l’analisi e, soprattutto, per avanzare proposte. Analogamente è necessario procedere per quanto riguarda le questioni (e ce ne sono) di cui il documento non parla e che invece è utile o addirittura necessario affrontare.

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In agenda: “Smart Education & Technology days – 3 Giorni per la Scuola” Napoli
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9, 10 e 11 ottobre 2014 ; Napoli, Città della Scienza –
Il principale evento di incontro e riflessione della scuola sulla didattica innovativa realizzato in Italia, promosso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e da Città della Scienza, in collaborazione con la Direzione USR per la Campania.

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Tema: la buona scuola
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vignetta di Scrivo Suibanchi (pseudonimo di una insegnante di sostegno precaria)

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Una scuola “buona” per tutti
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Il contributo di Scuolemigranti alla consultazione del governo sul documento “La buona scuola” .

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Una via italiana al modello duale ?
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di Fabrizio Dacrema (esperto di formazione e lavoro- CGIL nazionale)

Quali sono gli aspetti del modello duale tedesco che potrebbero migliorare la situazione italiana? L’autore analizza le condizioni di applicabilità in Italia del modello tedesco di apprendistato, soffermandosi sulle differenze e sulle analogie tra i due contesti nazionali.

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Come ha affrontato il sistema educativo italiano la crisi del Welfare State? Meglio di quanto ci si aspetti
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di Maddalena Colombo (professore associato di Sociologia dell’educazione, Università Cattolica di Milano) –
Si parla spesso di “crisi del welfare” ed è impossibile non scorgere una minaccia concreta anche per il sistema educativo che, in Italia, si basa massicciamente sulle finanze pubbliche. Eppure attraverso i dati del MIUR e ISTAT, possiamo notare che nonostante la sfiducia il sistema scolastico ed universitario italiano sta rispondendo in misura tutto sommato superiore alle attese.

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Il caso IeF tra sviluppo e rischi di involuzione
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di Fiorella Farinelli (esperta di sistemi scolastici e formativi) -
Sulla scorta del Rapporto Isfol 2012-13 sull’Istruzione e Formazione Professionale, mette in evidenza le criticità dello sviluppo verticale e territoriale dell’IeF nonché i rischi connessi all’affidamento dei percorsi agli istituti professionali statali

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Tutto fa Scuola. Una scuola per corsi
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di Francesco Cappello (docente del Liceo Artistico F.Russoli di Pisa) -
Riorganizzare le nostre scuole superiori passando da una organizzazione per classi a una per corsi? Un vantaggio tra tanti: l’abolizione del ripetente.

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Il modello di valutazione inglese è quello a cui fare riferimento? Proviamo allora a delineare una sintesi delle sue caratteristiche
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di Alessia Pozzi (Sociologa dell’educazione)   In questi giorni in cui tanto si parla del rapporto “La buona scuola” proposto dal governo Renzi, ho più volte ripensato all’affermazione fatta lo scorso luglio dal Ministro Giannini durante la presentazione del risultati delle prove INVALSI 2014. In poche parole il Ministro dell’Istruzione,…

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