Articoli pubblicati nella categoria: Scuola
Dirigenza e valutazione
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di Renata Puleo (ex Direttrice Didattica, Dirigente Scolastica) –
La nuova dirigenza nata dalla attuale riforma consente la messa in atto di azioni significative sul nodo valutazione-miglioramento? Alcuni ritengono che si tratti di un percorso non concluso o addirittura ostacolato, altri manifestano la preoccupazione che senza un adeguato piano di finanziamenti sulla formazione e sulla ricerca né gli insegnanti, né i dirigenti potranno valutare l’impatto del loro lavoro e produrre “rendicontazione sociale”.

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Apprendistato e alternanza scuola lavoro
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di Francesco Pastore (Professore Aggregato di Economia Politica presso la Seconda Università degli studi di Napoli) in risposta all’articolo “La Buona Scuola: ricominciamo a discuterne” –
L’apprendistato è destinatario delle attenzioni riformatrici di tutti i nuovi governi. Al momento, il ruolo multiforme dell’apprendistato lo rende argomento importante di riflessione sia quando si parla di mercato del lavoro e di flessibilità nel mercato del lavoro (tipo Jobs Act) che quando si parla di sistema d’istruzione (tipo Buona scuola). Riguardo alla Buona scuola, il collegamento è, ovviamente, con il tema dell’alternanza scuola lavoro. Ma qual è la differenza? Devono convivere o trasformarsi l’uno nell’altra?

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Dispersione scolastica: cause e rimedi. Un reddito per i più poveri
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di Francesco Pastore (Professore Aggregato di Economia Politica presso la Seconda Università degli studi di Napoli) -
Il target fissato da Europa 2020 per l’abbandono scolastico è pari al 10%: ogni paese membro deve portare la percentuale di coloro che non completano la scuola dell’obbligo, vale a dire la scuola secondaria di primo grado, al di sotto di questa soglia. La consapevolezza che la causa principale dell’abbandono scolastico è di natura economica consente di guardare con favore l’approccio seguito da molti progetti finanziati di recente in Italia per combattere la dispersione scolastica.

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La Buona Scuola: ricominciamo a discuterne
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di L. Benadusi, V. Campione, A. Viteritti –
Su Learning4abbiamo dato spazio a una discussione sulla Buona Scuola che si è svolta in due fasi, prima sul documento proposto alla consultazione dal ministro e poi sul d.d.l. presentato alle camere. Ora il momento è quello di aprire una terza fase di dibattito per fare un passo più netto in direzione dell’approfondimento e della valutazione delle prospettive che, dopo l’approvazione della legge, paiono aprirsi per la scuola italiana.

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Studenti stranieri tra difficoltà e successi
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di Fiorella Farinelli (Esperta di sistemi scolastici e formativi) -
Degli oltre 800mila studenti con background straniero, la maggioranza è ormai di bambini e ragazzi nati in Italia, o arrivati in età prescolare. In un recente convegno sull’integrazione dei migranti promosso dal Viminale sono state discusse difficoltà e successi delle politiche di scolarizzazione degli studenti stranieri.

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Se questa e’ buona scuola
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di Giorgio Rembado (Presidente ANP Associazione Nazionale Dirigenti e Alte Professionalità della Scuola) in risposta all’articolo Discutiamo lo sviluppo della Buona Scuola -
E’ inevitabile che un Disegno di Legge, fra il momento della prima presentazione e quello della sua definitiva approvazione, vada incontro ad un certo numero di modifiche, anche sostanziali. Tuttavia, nel caso della Buona Scuola, questo processo è stato particolarmente travagliato ed è approdato ad esiti, ad oggi, altamente discutibili, nel metodo e nel merito.

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Iscrizioni 2015 : appunti e spunti
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di Fiorella Farinelli (Esperta di sistemi scolastici e formativi) -
Sarà perché da mesi la scena è occupata da altri temi, ma il consueto focus del Miur sulle iscrizioni1 è passato finora quasi del tutto inosservato. Riporta invece dati, e variazioni tra il 2014 e il 2015, che meritano una qualche attenzione.

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La scelta scolastica senza valutazione
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di Luisa Ribolzi (sociologa, già vicepresidente Anvur) in risposta all’articolo Dialogo sul finanziamento pubblico alle scuole paritarie -
Nel dibattito sulla scelta, in Italia ci si trova a fare in conti con una chiara definizione dei termini, e con la mancanza di informazioni quantitative e dati di ricerca. Provo a riordinare qualche idea.

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Evoluzioni e problemi dell’IeFP in due recenti studi ISFOL. Perché la Buona Scuola non se ne occupa ?
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di Fiorella Farinelli (Esperta di sistemi scolastici e formativi) –
Continua il trend positivo delle iscrizioni all’Istruzione e Formazione Professionale. Nel 2013-14 sono 316.018 gli allievi dei “triennali”, e 12.156 gli iscritti al “ quarto anno” per il diploma professionale. L’IeFP è sempre meno una scelta di ripiego e sempre più una prima scelta. Certo i limiti e i problemi dell’IefFP, anche dopo la messa a regime del 2009-10, sono ancora tanti. Tuttavia la “Buona Scuola” in nessuna delle sue diverse versioni mostra interesse all’ argomento.

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Dialogo sul finanziamento pubblico alle scuole paritarie – Parte 2
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a cura della Direzione di Scuola Democratica -
Eccoci di nuovo sul tema del finanziamento pubblico alle scuole paritarie con la seconda parte della riflessione di Luciano Benadusi e Vittorio Campione, rispettivamente Direttore e Vicedirettore di Scuola Democratica. Al centro dell’attenzione in questo contributo è la questione dei controlli: la qualità va verificata sempre.

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Dialogo sul finanziamento pubblico alle scuole paritarie – Parte 1
Energy scale made out of piggy banks and coins

a cura della Direzione di Scuola Democratica -
Il tema del finanziamento pubblico alle scuole paritarie è tornato prepotentemente al centro dell’agenda politica e del dibattito pubblico. Su questo tema si sono confrontati Luciano Benadusi e Vittorio Campione, rispettivamente Direttore e Vicedirettore di Scuola Democratica. Qui la prima parte del contributo: “Scuola Statale e Scuola Privata: una vera parità? Pubblico non vuol dire statale”

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Quale insegnante occorre per i giovani di oggi?
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di Giunio Luzzatto e Alessandro Cavalli, In risposta all’articolo Discutiamo lo sviluppo della Buona Scuola -
La questione degli insegnanti non può essere affrontata limitandosi, come avviene nel Disegno di legge, al solo tema della loro “formazione” (sia iniziale, sia in servizio o permanente): infatti, per un qualunque professionista la corretta definizione delle caratteristiche necessarie alla sua formazione deriva innanzitutto da una precisa individuazione del suo profilo professionale. Sono indispensabili competenze “trasversali” per gli insegnanti di tutte le discipline, competenze che devono aggiungersi alle competenze relative alla “materia” e alla didattica specifica della materia stessa, non sostituirle.

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Buona scuola: ma qualcuno ha pensato alla sua fattibilità?
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di Giorgio Allulli (esperto della Rete Europea EQAVET) In risposta all’articolo Discutiamo lo sviluppo della Buona Scuola -
La scuola è un sistema molto complesso, ed allora ogni innovazione va introdotta pensando alla percorribilità, ed ai possibili effetti che produce sulle diverse componenti del sistema. In questo caso non mi sembra che questo sia stato fatto.Gli interrogativi sono tanti; ci limitiamo a ricordare i principali.

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Come cambia (o potrebbe cambiare) la funzione del dirigente scolastico?
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di Ivana Summa (Esperta CIDI) in risposta all’articolo Discutiamo lo sviluppo della Buona Scuola –
Gestire una scuola non coincide tout court con l’amministrarla, bensì con l’organizzare tutte le risorse- quelle disponibili e quelle da acquisire – verso le finalità istituzionali. E’ necessario chiederci se, dopo un quindicennio di autonomia scolastica, non sia giunta finalmente l’ora di cambiare rotta a cominciare proprio dai capi d’istituto. Proviamo allora ad analizzare i riferimenti normativi esistenti e poi quelli contenuti nel ddl citato. Possiamo trasformare le fattezze del capo d’istituto ma se davvero vogliamo che sia in grado di agire in modo efficace è necessario un coerente quadro di sistema.

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Stato d’attesa tra prudenza e astuzia
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di Paolo Ferratini (esperto di sistemi scolastici) in risposta all’articolo Discutiamo lo sviluppo della Buona Scuola -
Se molto poche erano fin dall’inizio le possibilità che il Parlamento potesse varare il ddl scuola in tempo utile per il prossimo a.s., ora possiamo dire con certezza che ciò non avverrà. La scelta di Renzi è invece stata un’altra, frutto, a me sembra, di due considerazioni distinte, dettate l’una dalla prudenza, l’altra dall’astuzia.

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Per progettare il futuro della scuola … guardiamo bene il presente!
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di Stefano Casarino (insegnante di Lettere nei Licei, Presidente della Delegazione di CN dell’A.I.C.C.) in risposta all’articolo Discutiamo lo sviluppo della Buona Scuola-
Ogni ipotesi di cambiamento deve partire dalla constatazione della situazione presente, dalla ricognizione esatta dei punti di debolezza, ma anche dei punti di forza, di ciò che ci si accinge a modificare.

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Sembra facile parlare di programmazione strategica
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di Anna Armone (funzionario della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Direttore responsabile della Rivista Trimestrale di Scienza dell’Amministrazione Scolastica) in risposta all’articolo Discutiamo lo sviluppo della Buona Scuola -
L’introduzione del Piano Triennale dell’offerta formativa introduce un elemento di programmazione strategica che già le Amministrazioni Pubbliche utilizzano nella fase successiva alla programmazione economico finanziaria. Per applicare un tale modello della scuola bisogna creare un tessuto connettivo che renda effettivo il controllo da parte del MIUR non solo dal punto di vista finanziario ma anche della coerenza con gli obiettivi ordinamentali da perseguire ex art. 2, comma 3 del ddl.

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Un Disegno di Legge per far rinascere l’autonomia scolastica
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di Loredana Leoni (dirigente scolastica) in risposta all’articolo Discutiamo lo sviluppo della Buona Scuola -
Un Disegno di Legge per far rinascere l’autonomia scolastica. Questo potrebbe essere il titolo del processo avviato dalla Buona Scuola e che approderà nei prossimi giorni alla Camera. Un Disegno di Legge che si presenta abbastanza diverso dal documento di partenza: all’inizio molti aspetti apparivano, al di là degli slogan, piuttosto burocratizzati. Un documento ministeriale. L’attuale Disegno di Legge ribalta decisamente l’approccio.

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Sulla Riforma di una Scuola, che forse tanto buona non è
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di Federica Roccisano (Università Cattolica di Milano) in risposta all’articolo “Discutiamo lo sviluppo della Buona Scuola” -
Leggendo il ddl sulla Buona Scuola presentato lo scorso 12 marzo dal Governo Renzi e dalla Ministra Stefania Giannini è difficile nascondere alcune perplessità su punti controversi che rischiano di colpire il tessuto sociale delle aree più deboli e quindi di tutte le regioni meridionali.

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Come cambiano le transizioni scuola-lavoro. Riflessioni dalla Campania
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di Dora Russo (Attivista dell’Associazione PrimaVera Casale) -

Proprio attraverso questa suggestiva domanda i giovani di Casal di Principe hanno inaugurato una stagione di attenzione e di impegno intorno al tema dell’occupazione giovanile, con il Convegno Giovani e Lavoro tenutosi il 5 Marzo 2015 presso la Sala Consiliare del Comune di Casal di Principe.

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