Articoli pubblicati nella categoria: Formazione-Lavoro
IN AGENDA: seminario “Spazi di apprendimento emergenti “
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Il divenire formativo nei contesti di coworking, FabLab e università.
Organizzato da ISFOL, si svolge il 27 maggio 2016 presso l’ Auditorium Isfol, corso d’Italia 33, Roma.
Attraverso la testimonianza diretta dei protagonisti dei casi di studio analizzati (docenti universitari, responsabili di coworking e FabLab, studenti, coworker e maker), si intende riflettere su come stia cambiando l’apprendimento all’interno di nuovi contesti lavorativi e formativi.

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Jisseki Kankei: un sistema di transizione scuola-lavoro efficace per i giovani
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di Eleonora Savy (Laureanda Seconda Università di Napoli)
Allo scopo di sviluppare un approccio critico per comprendere meglio anche alcune difficoltà della transizione scuola-lavoro in Italia, questo contributo mira ad analizzare e ad approfondire il Jisseki kankei, il sistema giapponese di transizioni scuola-lavoro. Dai dati OCSE 2009, infatti, solo Germania e Giappone, nonostante le forti crisi economiche, sono riuscite a sviluppare meccanismi capaci di agevolare le transizioni-scuola lavoro e, quindi, a ridurre il fenomeno della disoccupazione giovanile.

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SEGNALAZIONE: “Innovare l’istruzione tecnica secondaria e terziaria” Treelle e Rocca
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Un testo interessante e utile per fare il punto della situazione a conclusione del primo quinquennio di attuazione del riordino degli istituti tecnici (2007). E il quaderno “Innovare l’istruzione tecnica secondaria e terziaria” presentato dalle Fondazioni Treelle e Rocca in un recente convegno con lo stesso titolo inizia con i numeri : se con il 2010 la curva discendente delle iscrizioni e dei diplomi si è fermata, le novità introdotte non hanno consentito di recuperare il terreno perduto.

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Segnalazione: articolo “Allez les filles, au travail!” di Valeria Solesin, vittima del terrorismo
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Valeria Solesin, vittima degli attacchi terroristici a Parigi, era un dottoranda in demografia presso l’Università della Sorbona. Segnaliamo volentieri un suo articolo pubblicato su Neodemos due anni fa. Le tematiche trattate, le barriere all’inserimento femminile nel mondo del lavoro, sono purtroppo ancora attuali. Il nostro modo di onorare la sua memoria è quello di dedicare ancora maggiore impegno su questo tema come su quello della cosidetta fuga dei cervelli.

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NUOVA ALTERNANZA SCUOLA LAVORO: BALZO IN AVANTI O SALTO NEL VUOTO?
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di Fabrizio Dacrema (esperto di formazione e lavoro- CGIL nazionale)

Il Ministero dell’Istruzione ha emanato il primo provvedimento per attuare le nuove norme contenute nella legge 107/2015 sulle attività di alternanza scuola lavoro, una Guida Operativa dalla cui lettura probabilmente le scuole non troveranno chiarezza nel modello da perseguire né soluzioni adeguate per individuare contesti lavorativi con cui realizzare percorsi formativi qualificati.

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Evoluzioni e problemi dell’IeFP in due recenti studi ISFOL. Perché la Buona Scuola non se ne occupa ?
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di Fiorella Farinelli (Esperta di sistemi scolastici e formativi) –
Continua il trend positivo delle iscrizioni all’Istruzione e Formazione Professionale. Nel 2013-14 sono 316.018 gli allievi dei “triennali”, e 12.156 gli iscritti al “ quarto anno” per il diploma professionale. L’IeFP è sempre meno una scelta di ripiego e sempre più una prima scelta. Certo i limiti e i problemi dell’IefFP, anche dopo la messa a regime del 2009-10, sono ancora tanti. Tuttavia la “Buona Scuola” in nessuna delle sue diverse versioni mostra interesse all’ argomento.

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Come cambiano le transizioni scuola-lavoro. Riflessioni dalla Campania
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di Dora Russo (Attivista dell’Associazione PrimaVera Casale) -

Proprio attraverso questa suggestiva domanda i giovani di Casal di Principe hanno inaugurato una stagione di attenzione e di impegno intorno al tema dell’occupazione giovanile, con il Convegno Giovani e Lavoro tenutosi il 5 Marzo 2015 presso la Sala Consiliare del Comune di Casal di Principe.

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La buona scuola è anche apprendistato!
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di Anna Orsi (Dottoressa in Scienze dei servizi giuridici) –
In Italia, pur essendo sempre stato presente, il contratto di apprendistato non è stato sfruttato al meglio e non ha reso gli effetti tanto attesi e, nello stesso tempo, accertati in altri Stati europei. Oggi il disegno di legge “La Buona Scuola” del Governo Renzi evidenzia un passo avanti per l’istituto, in quanto si incammina verso un sistema di alternanza scuola-lavoro.

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Scuola Lavoro, le chiavi del futuro
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di Fabrizio Dacrema (esperto di formazione e lavoro- CGIL nazionale) – Il potenziamento del rapporto scuola lavoro non può che essere parte di una strategia generale di innalzamento delle competenze dei cittadini e dei lavoratori. Anche la politica scolastica deve convergere su questo obiettivo. La ripresa di una politica di investimenti nella scuola pubblica deve accompagnarsi a un progetto a medio e lungo termine finalizzato a superare i limiti strutturali del sistema formativo italiano.

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Istruzione e Formazione professionale: verso un sistema duale italiano
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di Mimma Giaccari (Direttore Generale ENAIP Nazionale) in risposta all’articolo “Per avere una buona scuola ci vuole una buona discussione” – Il recente documento “La buona scuola”, seppur solo verso la fine, assegna al lavoro una nuova centralità, sollecitando una discussione sui nuovi modelli dell’apprendimento. è un passaggio molto innovativo e meritevole di approfondimento per chi come noi si occupa di formazione professionale facendo ogni sforzo possibile per restituirle la dignità che le spetta all’interno del sistema educativo nazionale e sollecitando, sui vari tavoli, una più attenta osservazione legittimata da numeri ed esiti e svincolata da stereotipi e pregiudizi.

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La Buona Scuola e la istruzione degli adulti
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di Massimo Negarville (Presidente di Formazione ’80) in risposta all’articolo “Per avere una buona scuola ci vuole una buona discussione” – Il documento La Buona Scuola giustamente sottolinea che: “In Italia abbiamo 700 mila disoccupati tra i 15-24enni, e 4 milioni 355 mila ragazzi che non studiano, non lavorano, non sono in formazione (c.d. NEET), in grossa parte alimentati da una dispersione scolastica tra le più alte d’Europa (17,6%)”. Le proposte che il documento avanza vogliono evitare in futuro che questa situazione rimanga e si perpetui: nobile e condivisa intenzione, ma la scuola italiana può fare qualcosa per coloro che sono oggi in questa situazione o questo problema non la riguarda?

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Per avere una buona scuola ci vuole una buona discussione
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Invito al dibattito di La Direzione di Scuola Democratica -
Il documento del Governo intitolato alla Buona scuola è un punto di partenza per una discussione generale di cui si sentiva il bisogno. Il primo suggerimento, quindi, è di misurarsi sulle singole questioni presenti nel documento per articolare e approfondire l’analisi e, soprattutto, per avanzare proposte. Analogamente è necessario procedere per quanto riguarda le questioni (e ce ne sono) di cui il documento non parla e che invece è utile o addirittura necessario affrontare.

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Una via italiana al modello duale ?
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di Fabrizio Dacrema (esperto di formazione e lavoro- CGIL nazionale)

Quali sono gli aspetti del modello duale tedesco che potrebbero migliorare la situazione italiana? L’autore analizza le condizioni di applicabilità in Italia del modello tedesco di apprendistato, soffermandosi sulle differenze e sulle analogie tra i due contesti nazionali.

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Il caso IeF tra sviluppo e rischi di involuzione
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di Fiorella Farinelli (esperta di sistemi scolastici e formativi) -
Sulla scorta del Rapporto Isfol 2012-13 sull’Istruzione e Formazione Professionale, mette in evidenza le criticità dello sviluppo verticale e territoriale dell’IeF nonché i rischi connessi all’affidamento dei percorsi agli istituti professionali statali

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Riconoscimento, validazione e certificazione delle competenze per l’apprendimento permanente. Con quali competenze?
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di Emanuela Proietti (Dottoranda in Teoria e Ricerca Educativa ; Segreteria Ruiap)
Come riconoscere, validare e certificare le competenze è al centro di un ricco e articolato dibattito da diversi anni, nel nostro Paese. Dopo le importanti novità legislative introdotte a partire dal 2012, oggi una delle questioni cruciali è la preparazione di figure professionali formate in modo da garantire il completamento del processo all’interno del Sistema di certificazione delle competenze.Il Convegno promosso dalla Ruiap – Rete Universitaria Italiana per l’Apprendimento Permanente e dall’Università degli Studi di Padova, ha rappresentato un importante momento di dibattito su questi temi.

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Reti territoriali per l’apprendimento permanente, l’intesa in Conferenza Stato Regioni
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di Fiorella Farinelli (Esperta di sistemi scolastici e formativi)

Il significato strategico, ma anche i limiti, della recente intesa in Conferenza Unificata Stato Regioni a proposito dell’attuazione dell’articolo 4 della legge 92/2012 sull’apprendimento permanente.

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Verso un manifesto delle riforme condivise della scuola
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di Francesco Pastore e Marta Rapallini – Agli inizi di luglio, l’ Istituto Gramsci Toscano ha organizzato un incontro dal titolo provocatorio: “Perché andare a scuola?” Il risultato forse più interessante è stato la constatazione di un near consensus fra le espressioni più vivaci e progressiste del mondo della scuola sul che fare. Sorge allora spontanea la domanda: “Perché non si sfrutta meglio il quadro normativo attuale e non si realizzano queste riforme condivise?” Questo articolo ha allora lo scopo di cominciare a stimolare il dibattito e favorire la elaborazione di tale manifesto programmatico.

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IN AGENDA: Seminario ISFOL “La qualità del lavoro in tempo di crisi”
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Il prossimo 9 luglio, dalle 9:30 alle 13:00, si terrà a Roma, presso la Sala Auditorium dell’Isfol, il seminario organizzato dall’Isfol: La qualità del lavoro in tempo di crisi. Il seminario, da un lato, mira a presentare alcuni risultati provenienti dalle analisi effettuate sui dati della III indagine Isfol sulla Qualità del Lavoro in Italia e, dall’altro, intende riflettere sul tema della qualità del lavoro in un periodo di congiuntura economica sfavorevole

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La formazione senza standard
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di Giorgio Allulli (esperto di politiche formative, già dirigente di ricerca Isfol e Censis) – L’Italia è l’unico Paese d’Europa praticamente privo di standard nazionali per l’istruzione e la formazione professionale. Le 22 qualifiche finora definite a livello nazionale sono poco solide ed il Repertorio nazionale delle qualifiche rischia di diventare una sommatoria dei Repertori regionali. La riforma del titolo V, attualmente in cantiere, oltre ad eliminare l’equivoca nozione di competenza concorrente, dovrebbe riportare in capo allo Stato la definizione degli standard di questo ambito formativo.

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Il nuovo numero di Scuola Democratica!
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E’ uscito il nuovo numero di Scuola Democratica. Dopo due Special Issue usciti nel 2013 e prima del terzo monografico che sarà dedicato al tema dell’equità e delle disuguaglianze educative (che sarà curato da Alessandro Cavalli), quello che apre questo 2014 è un numero standard anche se, come vedremo, i contributi che presentiamo sono questa volta focalizzati soprattutto, anche se non esclusivamente, sull’ambito scolastico.

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