Articoli pubblicati nella categoria: Formazione-Lavoro
La Garanzia Giovani nel regime di transizione scuola-lavoro italiano. Opportunità ed elementi di criticità
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di Francesco Pastore
A due anni dalla sua attuazione, si può dire che la Garanzia Europea per i Giovani (GG da ora) o European Youth Guarantee (EYG) ha rappresentato senz’altro un’importante novità per il sistema di transizioni scuola-lavoro in Italia. Il programma, divenuto operativo, in Italia, nel corso del primo semestre del 2014, prevede l’obbligo morale, se non legale, da parte dello Stato, di assicurare un’offerta qualitativamente valida di lavoro ovvero, nel caso ciò non accada, un’occasione per proseguire gli studi oppure avviare l’apprendistato, un tirocinio o un corso di formazione professionalea tutti i giovani dai 15 ai 29 anni che non abbiano ancora trovato un’occupazione a 4 mesi dall’inizio del loro episodio di disoccupazione o dall’uscita dal sistema di d’istruzione formale.

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Una strategia delle competenze per vedere meno nero
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di Fabrizio Dacrema (esperto di formazione e lavoro- CGIL nazionale)

È in corso la quarta rivoluzione industriale e più le persone se ne accorgono maggiore diventa la percezione del futuro come minaccia. Vedono nero non solo le vittime dell’esclusione sociale ma anche i ceti medi impoveriti e tutti i soggetti che percepiscono se stessi in una traiettoria socio-economica declinante. Per un Paese come il nostro, così poco propenso all’azione sistemica, la spinta necessaria alla realizzazione di una strategia nazionale delle competenze non può che venire dalle forze sociali, come avvenne con le 150 ore, non a caso, una delle poche esperienze italiane di successo di formazione degli adulti. Lo stesso spirito deve tornare ad aleggiare per un’innovazione 4.0 che metta al centro dignità e qualità del lavoro.

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L’alternanza alla prova
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di Fabrizio Dacrema (esperto di formazione e lavoro- CGIL nazionale) –
Primo esame per l’alternanza scuola lavoro obbligatoria introdotta dalla legge 107/2015. La linea comunicativa scelta dal Governo privilegia i toni luminosi del successo. Un’indagine realizzata da CGIL, Fondazione Di Vittorio, Flc Cgil e Rete degli Studenti, mette in luce difficoltà non riducibili a quelle “tipiche delle fasi di attuazione”.

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L’Alternanza scuola lavoro e il nuovo regime di transizioni scuola-lavoro
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di Francesco Pastore (Professore Aggregato di Economia Politica presso la Seconda Università degli studi di Napoli)
Il 13 settembre 2016, Francesco Giubileo ha presentato l‘attesissimo primo rapporto EYU sull’alternanza scuola lavoro in Italia. Pur riferendosi ad aree geografiche regioni molto diverse, le esperienze analizzate evidenziano molti tratti comuni.

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Riaprire una discussione sulle finalità strategiche dell’istruzione per gli adulti. Proposte della Rete piemontese dei CPIA
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Una proposta che se attuata permetterebbe di sviluppare un’offerta formativa capace di intercettare i bisogni di istruzione e formazione dell’ampia parte di popolazione adulta, soprattutto dei “giovani adulti”, che in Italia è priva di diplomi e di qualifiche professionali. Un deficit grave, e gravido di effetti negativi, per i diretti interessati e per lo sviluppo civile ed economico del paese.

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L’alternanza scuola-lavoro: pregi e ostacoli all’attuazione
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di Clorinda Maisto e Francesco Pastore –
L’alternanza scuola-lavoro (ASL) è senz’altro una delle innovazioni più importanti degli ultimi decenni delle transizioni scuola-lavoro in Italia. Nonostante l’obbligo di legge le resistenze sono ancora tante e la fase iniziale di implementazione è lenta e a macchia di leopardo sul territorio nazionale.

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Il quaderno Treellle su Istruzione e Formazione professionale.
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A Torino si è svolto qualche settimana fa il convegno “ Accendere i fari sull’Istruzione e Formazione Professionale” promosso dall’Associazione Treellle e dalla Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo. Come accade sempre, e lodevolmente, nelle iniziative firmate Treelle, riflessione e dibattito sono stati supportati da un Quaderno dedicato al tema, articolato in 5 capitoli : Il Quadro europeo ; Il contesto italiano; L’IeFP regionale ; L’istruzione professionale statale ; Criticità emerse e proposte.

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IN AGENDA: seminario “Spazi di apprendimento emergenti “
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Il divenire formativo nei contesti di coworking, FabLab e università.
Organizzato da ISFOL, si svolge il 27 maggio 2016 presso l’ Auditorium Isfol, corso d’Italia 33, Roma.
Attraverso la testimonianza diretta dei protagonisti dei casi di studio analizzati (docenti universitari, responsabili di coworking e FabLab, studenti, coworker e maker), si intende riflettere su come stia cambiando l’apprendimento all’interno di nuovi contesti lavorativi e formativi.

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Jisseki Kankei: un sistema di transizione scuola-lavoro efficace per i giovani
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di Eleonora Savy (Laureanda Seconda Università di Napoli)
Allo scopo di sviluppare un approccio critico per comprendere meglio anche alcune difficoltà della transizione scuola-lavoro in Italia, questo contributo mira ad analizzare e ad approfondire il Jisseki kankei, il sistema giapponese di transizioni scuola-lavoro. Dai dati OCSE 2009, infatti, solo Germania e Giappone, nonostante le forti crisi economiche, sono riuscite a sviluppare meccanismi capaci di agevolare le transizioni-scuola lavoro e, quindi, a ridurre il fenomeno della disoccupazione giovanile.

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SEGNALAZIONE: “Innovare l’istruzione tecnica secondaria e terziaria” Treelle e Rocca
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Un testo interessante e utile per fare il punto della situazione a conclusione del primo quinquennio di attuazione del riordino degli istituti tecnici (2007). E il quaderno “Innovare l’istruzione tecnica secondaria e terziaria” presentato dalle Fondazioni Treelle e Rocca in un recente convegno con lo stesso titolo inizia con i numeri : se con il 2010 la curva discendente delle iscrizioni e dei diplomi si è fermata, le novità introdotte non hanno consentito di recuperare il terreno perduto.

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Segnalazione: articolo “Allez les filles, au travail!” di Valeria Solesin, vittima del terrorismo
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Valeria Solesin, vittima degli attacchi terroristici a Parigi, era un dottoranda in demografia presso l’Università della Sorbona. Segnaliamo volentieri un suo articolo pubblicato su Neodemos due anni fa. Le tematiche trattate, le barriere all’inserimento femminile nel mondo del lavoro, sono purtroppo ancora attuali. Il nostro modo di onorare la sua memoria è quello di dedicare ancora maggiore impegno su questo tema come su quello della cosidetta fuga dei cervelli.

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NUOVA ALTERNANZA SCUOLA LAVORO: BALZO IN AVANTI O SALTO NEL VUOTO?
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di Fabrizio Dacrema (esperto di formazione e lavoro- CGIL nazionale)

Il Ministero dell’Istruzione ha emanato il primo provvedimento per attuare le nuove norme contenute nella legge 107/2015 sulle attività di alternanza scuola lavoro, una Guida Operativa dalla cui lettura probabilmente le scuole non troveranno chiarezza nel modello da perseguire né soluzioni adeguate per individuare contesti lavorativi con cui realizzare percorsi formativi qualificati.

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Evoluzioni e problemi dell’IeFP in due recenti studi ISFOL. Perché la Buona Scuola non se ne occupa ?
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di Fiorella Farinelli (Esperta di sistemi scolastici e formativi) –
Continua il trend positivo delle iscrizioni all’Istruzione e Formazione Professionale. Nel 2013-14 sono 316.018 gli allievi dei “triennali”, e 12.156 gli iscritti al “ quarto anno” per il diploma professionale. L’IeFP è sempre meno una scelta di ripiego e sempre più una prima scelta. Certo i limiti e i problemi dell’IefFP, anche dopo la messa a regime del 2009-10, sono ancora tanti. Tuttavia la “Buona Scuola” in nessuna delle sue diverse versioni mostra interesse all’ argomento.

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Come cambiano le transizioni scuola-lavoro. Riflessioni dalla Campania
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di Dora Russo (Attivista dell’Associazione PrimaVera Casale) -

Proprio attraverso questa suggestiva domanda i giovani di Casal di Principe hanno inaugurato una stagione di attenzione e di impegno intorno al tema dell’occupazione giovanile, con il Convegno Giovani e Lavoro tenutosi il 5 Marzo 2015 presso la Sala Consiliare del Comune di Casal di Principe.

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La buona scuola è anche apprendistato!
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di Anna Orsi (Dottoressa in Scienze dei servizi giuridici) –
In Italia, pur essendo sempre stato presente, il contratto di apprendistato non è stato sfruttato al meglio e non ha reso gli effetti tanto attesi e, nello stesso tempo, accertati in altri Stati europei. Oggi il disegno di legge “La Buona Scuola” del Governo Renzi evidenzia un passo avanti per l’istituto, in quanto si incammina verso un sistema di alternanza scuola-lavoro.

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Scuola Lavoro, le chiavi del futuro
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di Fabrizio Dacrema (esperto di formazione e lavoro- CGIL nazionale) – Il potenziamento del rapporto scuola lavoro non può che essere parte di una strategia generale di innalzamento delle competenze dei cittadini e dei lavoratori. Anche la politica scolastica deve convergere su questo obiettivo. La ripresa di una politica di investimenti nella scuola pubblica deve accompagnarsi a un progetto a medio e lungo termine finalizzato a superare i limiti strutturali del sistema formativo italiano.

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Istruzione e Formazione professionale: verso un sistema duale italiano
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di Mimma Giaccari (Direttore Generale ENAIP Nazionale) in risposta all’articolo “Per avere una buona scuola ci vuole una buona discussione” – Il recente documento “La buona scuola”, seppur solo verso la fine, assegna al lavoro una nuova centralità, sollecitando una discussione sui nuovi modelli dell’apprendimento. è un passaggio molto innovativo e meritevole di approfondimento per chi come noi si occupa di formazione professionale facendo ogni sforzo possibile per restituirle la dignità che le spetta all’interno del sistema educativo nazionale e sollecitando, sui vari tavoli, una più attenta osservazione legittimata da numeri ed esiti e svincolata da stereotipi e pregiudizi.

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La Buona Scuola e la istruzione degli adulti
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di Massimo Negarville (Presidente di Formazione ’80) in risposta all’articolo “Per avere una buona scuola ci vuole una buona discussione” – Il documento La Buona Scuola giustamente sottolinea che: “In Italia abbiamo 700 mila disoccupati tra i 15-24enni, e 4 milioni 355 mila ragazzi che non studiano, non lavorano, non sono in formazione (c.d. NEET), in grossa parte alimentati da una dispersione scolastica tra le più alte d’Europa (17,6%)”. Le proposte che il documento avanza vogliono evitare in futuro che questa situazione rimanga e si perpetui: nobile e condivisa intenzione, ma la scuola italiana può fare qualcosa per coloro che sono oggi in questa situazione o questo problema non la riguarda?

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Per avere una buona scuola ci vuole una buona discussione
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Invito al dibattito di La Direzione di Scuola Democratica -
Il documento del Governo intitolato alla Buona scuola è un punto di partenza per una discussione generale di cui si sentiva il bisogno. Il primo suggerimento, quindi, è di misurarsi sulle singole questioni presenti nel documento per articolare e approfondire l’analisi e, soprattutto, per avanzare proposte. Analogamente è necessario procedere per quanto riguarda le questioni (e ce ne sono) di cui il documento non parla e che invece è utile o addirittura necessario affrontare.

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Una via italiana al modello duale ?
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di Fabrizio Dacrema (esperto di formazione e lavoro- CGIL nazionale)

Quali sono gli aspetti del modello duale tedesco che potrebbero migliorare la situazione italiana? L’autore analizza le condizioni di applicabilità in Italia del modello tedesco di apprendistato, soffermandosi sulle differenze e sulle analogie tra i due contesti nazionali.

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