EDUCAZIONE CIVICA ORA – Tutti i contributi al dibattito!
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Quest’anno è cruciale per definire il modo in cui nelle scuole sarà vissuto l’insegnamento di Educazione Civica, dopo l’entrata in vigore della legge 92/2019 con un inusuale e altissimo consenso in parlamento. Cosa questo insegnamento diverrà nella vita concreta delle scuole, nel percorso di apprendimento e nelle vite degli studenti e delle studentesse dipende ora da una molteplicità di attori.
Per Scuola Democratica è un processo importantissimo da seguire e supportare. La posta in gioco infatti era già altissima lo scorso anno, ma oggi lo è ancora di più.

Clicca per accedere a tutti i contributi del dibattito dal 4 maggio, data del suo lancio su questo blog, a oggi.

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IN RISALTO: La proposta di dibattito sul ripensamento degli ordinamenti scolastici
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Attraverso le idee contenute nell’articolo apparso nel n.1/2020 di Scuola democratica a firma di due dei suoi direttori, Benadusi e Campione, (che è leggibile per intero cliccando QUI), proponiamo al dibattito una proposta di ripensamento degli ordinamenti scolastici.

La questione degli ordinamenti scolastici in effetti sembra sparita dall’agenda politica italiana. Riteniamo sia giunto adesso il momento di tornare a riflettere e discutere su questo tema assumendo una prospettiva “lunga” che non si arresti alla discussione di come si ripartirà a settembre dopo un anno scolastico inficiato dall’emergenza Coronavirus.

La riforma degli ordinamenti non andrebbe impostata sulla base di un modello precostituito di carattere ideologico, al contrario andrebbe attentamente tarata sulle situazioni di fatto del nostro paese che ci segnalano problemi, ritardi e criticità anche al cospetto di altri paesi europei

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Educazione civica a scuola ed il ruolo dei counsellor: l’esperienza della rete TanteTinte di Verona
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di Cinzia Maggi
Tra le principali finalità di una Educazione Civica c’è l’educazione alla cittadinanza attiva democratica che può essere tradotta a livello pratico nella cura delle personalità individuali, dello spirito del dialogo, del senso dell’uguaglianza, dell’apertura verso le differenze, dell’essere maggioranza e minoranza.

A Verona la rete TanteTinte presso l’Istituto Comprensivo 6 di Verona opera con lo scopo di garantire il pieno successo scolastico degli alunni italiani e stranieri nella classi multiculturali e di favorire la crescita nelle scuole dell’educazione all’interculturalità, alla pace e ai diritti umani e lavora da anni con un progetto “Percorsi d’inclusione il territorio incontra la scuola” finanziato da Fondazione San Zeno.

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DIBATTITO RIPENSARE GLI ORDINAMENTI SCOLASTICI: Ma il problema è la Governance
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di Giorgio Allulli
La scuola italiana ha oggi veramente bisogno di una riforma a tutto tondo che porti a riconsiderare i suoi ordinamenti ed i suoi programmi? Io credo di no; casomai ha bisogno di una forte capacità di governo e gestione, un governo ed una gestione che sia in grado di valorizzare le eccellenze, eliminare gli enormi squilibri esistenti, avviare finalmente un processo di reclutamento serio, ecc. ecc. La realtà è che abbiamo (quantomeno) due sistemi scolastici: un sistema che con questi ordinamenti, con questi programmi, con questi insegnanti, funziona molto bene, a livelli di eccellenza mondiale; ed una sistema che con gli stessi ordinamenti, con gli stessi programmi ed insegnanti formati allo stesso modo (anzi per certi versi ancora più selezionati) funziona molto male.

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L’importanza di ri-conoscere il razzismo e di assumere una responsabilità pedagogica ed educativa interculturale in direzione antirazzista
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di Stefania Lorenzini
Un pensiero disponibile ad andare verso l’altro che si riconosce in riferimenti culturali diversificati, per scoprire le rispettive differenze insieme ai punti in comune e tale da sapersi avvalere dell’esperienza del confronto e dell’arricchimento trasformativo che può generare. Accogliere la differenza e il pluralismo, concretizzare tolleranza attiva, dialogo e ascolto nella reciprocità e nel rispetto delle differenti identità, quali criteri di riferimento principali della pedagogia interculturale (Bolognesi e Lorenzini, 2017) aprono la strada all’incontro tra differenze e soprattutto tra – persone – differenti.

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DIBATTITO RIPENSARE GLI ORDINAMENTI SCOLASTICI: Un assetto che garantisca flessibilità e gradualità
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di Giunio Luzzatto

Da decenni una ipotesi di riforma complessiva dell’assetto del sistema scolastico italiano non solo non è stata discussa nelle sedi istituzionali (con una sola eccezione), ma non ha visto neppure l’elaborazione di proposte organiche in sedi associative o culturali. La riforma della scuola secondaria superiore, affermata come indispensabile dopo la Scuola media unica del 1963, si è arenata in Parlamento nel corso delle successive legislature. L’eccezione, in oltre mezzo secolo, ha riguardato la Scuola di base, con l’unificazione delle scuole elementare e media (L. 30 del 2000); tale legge, promossa dal ministro Luigi Berlinguer, è stata abrogata dal successivo governo, di diverso orientamento politico, prima ancora di una sua attuazione.
Le vicende negative sopra ricordate hanno determinato un largo scetticismo circa l’ipotesi stessa di riforme ordinamentali.

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DIBATTITO RIPENSARE GLI ORDINAMENTI SCOLASTICI: Convergenze tra orizzonti
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di Alessandro Cavalli

Non è facile commentare un documento sul quale si è d’accordo su quasi tutto. Mi auguro che possa diventare la base di un’iniziativa riformatrice capace di coinvolgere e fare convergere anche idee e forze diverse in una prospettiva sufficientemente trasversale. Del resto mi sembra di cogliere alcune significative convergenze nelle proposte recentemente presentate sia da Oliva e Petrolino sia da Bertagna1 che provengono da orizzonti politico-culturali diversi.

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DIBATTITO EDUCAZIONE CIVICA ORA – Educazione sanitaria, componente fondamentale dell’educazione alla cittadinanza
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di Elefteria Morosini

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è esplicitamente inserita nelle linee guida all’educazione civica. Dei 17 obiettivi che la compongono il terzo, “salute e benessere”, è strettamente connesso con il diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della nostra Costituzione.
Le riflessioni stimolate in questi mesi dalla pandemia Covid-19, portano a pensare che ai fini del potenziamento dell’educazione civica nelle scuole, una delle linee portanti dei progetti transdisciplinari sia quella dell’educazione sanitaria, in modo da diffondere nei giovani la consapevolezza di cosa significhi “salute”, del rapporto tra salute individuale e salute pubblica, dei caratteri del SSN (Sistema Sanitario Nazionale) italiano, di come abbia funzionato e di quali risultati abbia ottenuto.

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DIBATTITO EDUCAZIONE CIVICA ORA – Il contributo della Strategia italiana per l’Educazione alla Cittadinanza Globale
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di Alessio Surian

Il processo che ha portato alla redazione della Strategia nazionale ECG offre numerosi spunti per rivedere e aggiornare il quadro di riferimento per l’impostazione dei piani di studio relativi ai diversi cicli dell’educazione formale, segnalando almeno quattro condizioni in relazione allo spazio pubblico di promozione dell’educazione alla cittadinanza:
-un metodo di lavoro concertato
-un approccio multi-attore e trans-settoriale
-un approccio territoriale
-metodologie interattive, maieutiche, critiche, tra pari

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DIBATTITO RIPENSARE GLI ORDINAMENTI SCOLASTICI: La risposta di un docente
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Vorrei contestare radicalmente il punto di partenza dell’intero dibattito, che prende spunto dalla assenza di competenze rilevata negli studenti che frequentano le scuole italiane.
Ho la fortuna di insegnare in un contesto in cui gli studenti raggiungono livelli di eccellenza al termine del ciclo di istruzione superiore,
e sono in grado di distinguersi a livello internazionale in tutti i contesti in cui si misurano.

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DIBATTITO EDUCAZIONE CIVICA ORA – Si’ all’educazione alla cittadinanza, no a “educazione civica”
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di Giovanni Cominelli
se la didattica, così come è ora organizzata, lungo 900/1000 ore annuali, stenta a fornire le competenze disciplinari fondamentali e le competenze trasversali – a tal punto che una quota di neo-diplomati va ad ingrossare da subito le file dell’analfabetismo funzionale, ormai giunto al record europeo del 30% della popolazione – perché mai un coriandolo di 1 ora alla settimana, ritagliato dalle pre-esistenti 900/1000 ore, dovrebbe riuscirci? Converrà, dunque, ritornare, ancora una volta, alla domanda fondamentale: che cosa significa cittadinanza oggi?

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DIBATTITO RIPENSARE GLI ORDINAMENTI SCOLASTICI: Una riforma ispirata a un’idea di scuola democratica
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di Massimo Baldacci

Spesso si dice che la scuola la fanno gli insegnanti. Questa asserzione è indubbiamente valida, ma trascura di precisare che gli insegnanti fanno scuola come possono, entro i limiti delle condizioni istituzionali, culturali e materiali in cui si trovano a operare. Dell’influenza di tali condizioni si deve sempre essere consapevoli, altrimenti la suddetta espressione rischia di preludere a una professione di volontarismo (del tipo: quindi, tutto dipende dalla volontà dei docenti) sterile quanto discutibile (la volontà è una condizione necessaria di un lavoro ben svolto, ma non rappresenta una condizione sufficiente per questo).

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DIBATTITO EDUCAZIONE CIVICA ORA – Educare ai valori, ma non iniziamo dal nulla
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di Vittoria Esposito
Il mio istituto ITET Einaudi di Bassano del Grappa si é sempre contraddistinto per una ventennale attenzione ai temi legati alla educazione alla cittadinanza, declinata anche nelle forme di educazione alla cittadinanza digitale, ecco perché l’entrata in vigore della legge di introduzione alla educazione civica non ci coglierà di sorpresa.

Forse sarebbe stato meglio chiamarla educazione alla cittadinanza, piuttosto che legge d’introduzione alla educazione civica, perché avrebbe dato meglio l’idea della complessità. La trasversalità é il tratto che la contraddistingue e in quest’ottica che ci siamo mossi nel programmare e riorganizzare nuovi curricula nei nostri consigli di classe.

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Formazione degli insegnanti secondari: come uscire dall’attuale (brutto) momento
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di Giunio Luzzatto

Va recuperato, per i vincitori del concorso di assunzione degli insegnanti secondari, il percorso formativo triennale (composito tra università e sistema scolastico) previsto da un Decreto del 2017 e poi soppresso.

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DIBATTITO EDUCAZIONE CIVICA ORA – Un insegnamento per le competenze trasversali
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di Daniela Lazzati

Dall’a.s. 2020/21 entrerà in vigore la legge n. 92 – 20 agosto 2019, con la quale, com’è noto, si introduce l’insegnamento scolastico dell’educazione civica. Si tratta di un’occasione da non perdere per le scuole di ogni ordine e grado, occasione per costruire e sviluppare, nei nostri studenti, competenze trasversali di grande rilevanza, sia per la formazione dei futuri cittadini che, nelle scuole secondarie di secondo grado, per completare il profilo culturale e professionale dei diplomati, in vista del loro ingresso nel mondo del lavoro, ovvero della prosecuzione dei loro percorsi di studi.
In tal senso anche l’insegnamento dell’educazione civica si inquadra nella cornice delle competenze chiave per l’apprendimento permanente del Consiglio d’Europa del 2018, e, in particolare, proprio della competenza in materia di cittadinanza. Per alcune scuole sarà quindi il momento di pensare e di elaborare concretamente una vera programmazione didattica per competenze. E sarà anche il momento di valorizzare i percorsi e le iniziative che, all’interno di Cittadinanza e Costituzione, o di altri interessanti ed innovativi progetti, le scuole hanno attivato già nei precedenti anni scolastici.
Vediamo in concreto qualche buona pratica che può chiarire meglio come l’educazione civica potrà essere parte significativa del curricolo dei diversi indirizzi di studio della scuola secondaria di secondo grado.

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DIBATTITO RIPENSARE GLI ORDINAMENTI SCOLASTICI : Quale scuola per il dopo-virus
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di Orazio Niceforo (per accedere all’articolo che ha avviato il dibattito cliccare QUI )   L’articolo di Benadusi e Campione pubblicato nel n.1/2020 di Scuola democratica “Ripensare gli ordinamenti scolastici e in particolare la secondaria” esordisce con una osservazione che non si può non condividere: è dai tempi delle riforme…

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DIBATTITO EDUCAZIONE CIVICA ORA – Educazione alla cittadinanza e insegnamento della Costituzione
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di Michele Busi
“L’ombra sua torna, ch’era dipartita”. Si potrebbe usare questo verso dantesco per riferirsi al ritorno, a partire da settembre, dell’educazione civica nella scuola italiana.
La Ministra Azzolina invierà a breve al Consiglio Superiore della PI le Linee guida messe a punto da un’apposita Commissione per dare concreta e non facile applicazione alla legge 20.8.2019 n. 92 sull’“Introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica”.
Tre sono i nuclei concettuali a cui le Linee guida cercano di ricondurre la vasta materia della legge. In primo luogo la Costituzione quale cardine fondamentale della convivenza e del patto sociale del nostro Paese. In secondo luogo, i temi dello sviluppo sostenibile, dell’educazione ambientale, oltre che della conoscenza e della tutela del patrimonio e del territorio. Terzo nucleo è quello della cittadinanza digitale.

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DIBATTITO EDUCAZIONE CIVICA ORA – Un Portfolio delle competenze di cittadinanza. Per l’Educazione Civica trasversale
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di Giuseppe Adernò
Mentre il MIUR prepara le Linee guida per l’insegnamento trasversale dell’Educazione civica, si propone alle scuole di mettere in atto l’avvio di un portfolio di documentazione e di competenze del senso civico scaturito dalle opportunità formative che la scuola offre ai propri studenti e sarebbe auspicabile che tali opportunità fossero destinate agli studenti di tutte le classi della scuola.

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STORIE DA CONOSCERE E RACCONTARE: “Divisa in due” di S.M. Draper
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segnalazione di Paola Benadusi Marzocca
dopo quanto avvenuto in questo periodo sembra che il libro rappresenti con chiarezza le contraddizioni e l’atteggiamento della società americana e in particolare della polizia pronta a intervenire con troppa fretta e violenza quando si tratta di fermare un “nero”.

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DIBATTITO EDUCAZIONE CIVICA ORA – Dialogo sull’educazione civica in tempi di coronavirus
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di Luciano Corradini
In questi giorni in cui la nostra routine è stata trasformata in modo tanto profondo quanto inatteso dall’entrata in scena del coronavirus, In molti ci siamo domandati: “Ci salveremo?”.

Prima di schierarmi fra gli ottimisti e i pessimisti io mi sono chiesto, però, qual è il soggetto di questo verbo “ci salveremo”. E da quali sventure, da quali ingiustizie, da quali sofferenze non necessarie ci salveremo, mentre ospedali e cimiteri non reggono il ritmo dei contagiati e dei defunti. Noi chi? Noi italiani, noi europei, noi occidentali, noi bianchi, noi cristiani, noi esseri umani, noi esseri viventi sul Pianeta? Si potrebbe continuare, selezionando coloro che ci interessano più da vicino.

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